Benoît Duteurtre, La rebelle, Niccolini Carlotta, Corriere della Sera, 19 mars 2008

INCONTRI BENOÎT DUTEURTRE PRESENTA IN VIA SCALDASOLE IL SUO ROMANZO
«La mia giornalista ribelle sedotta dalle stock options»

 

Scrittore, giornalista, musicologo, animatore della comunità gay parigina e conduttore radiotelevisivo, Benoît Duteurtre è quel che si dice un intellettuale dai gusti eccentrici. Nipote del presidente della Repubblica René Coty, allievo di Ligeti e Stockhausen, amico di Michel Houellebecq, il sabato mattina conduce su France Musique una seguitissima trasmissione sull’ operetta e le commedie musicali degli anni 30 e 40. Oggi è a Milano per presentare l’ edizione italiana di un suo romanzo del 2004, «La ribelle» (Excelsior 1881), satira sociale incentrata sulla figura di un’ ambiziosa giornalista televisiva che finisce per svendere i suoi (finti) ideali contestatari per un pugno di stock options. Non si può dire che Éliane Brun sia un personaggio simpatico, eppure mano a mano che la vicenda svela le sue miserie e il destino si accanisce contro di lei, si finisce per solidarizzare con questa «rifondarola chic»: licenziata all’ apice della carriera, scaricata dall’ amante (di sangue blu) e con un figlio catatonico che passa le giornate a parlare con i videogiochi. «Éliane è una falsa ribelle, una che con tutti i suoi continui proclami a favore delle minoranze crede di essere contro il sistema. Invece lo usa per i suoi comodi», dice l’ autore. «Del resto nella nostra società la ribellione è diventata una specie di virtù, « essere contro » va di moda anche tra gli « enarchi » e gli imprenditori, non è più una prerogativa della gauche-caviar». Duteurtre sostiene che fatti e personaggi del libro sono frutto di pura fantasia, però il tycoon dell’ informazione Marc Ménantreu – che trasforma Rimbaud in uno slogan – ha molto del manager di Vivendi Jean-Marie Messier e, come ammette lo stesso scrittore, «Ségolène Royale potrebbe essere una cugina della mia Ribelle». Il romanzo si apre a Capri, dove Éliane partecipa a una convention della sua società. «È uno dei miei luoghi del cuore», racconta Duteurtre, grande nuotatore. «È l’ isola della bellezza e dell’ amore, e poi tutti in Francia conoscono quella vecchia canzone che fa « Caprì, c’ est fini… »». Un’ altra isola, Yeu, sull’ Atlantico, chiude il libro con una delle scene più travolgenti: la profanazione della tomba del maresciallo Pétain, simbolo di tutti gli odiati conformismi. «Ma possibile che negli anni Duemila ci sia ancora gente che sta lì a fare processi al collaborazionismo?», si domanda l’ autore. «È assurdo, come se il problema dei nostri tempi fosse la lotta al nazismo». LA RIBELLE, Metamorphosi, via Scaldasole 8, ore 18.30, con Laura Carcano.

Niccolini Carlotta

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